martedì 13 ottobre 2009

Riflessione su Partenogenesi prima del sonno


Succede che ti metti a letto e non riesci a dormire. La tensione del giorno e i pensieri negativi che affollano la mente e ti fanno anche scendere qualche lacrima di sconforto. Rifletti su ciò che conta davvero poco prima di dormire...


Ho iniziato a pensare seriamente a cosa sto cercando di dire con Partenogenesi. Di cosa parla questo fumetto?


Di angeli cazzuti?

Di inferno e paradiso?

Di fantastici poteri mirabolanti?


No, Partenogenesi parla d'amore.


Prima di tutto verso se stessi, un amore profondo verso la propria dignità di essere vivente avente diritto di libero arbitrio, quell'amore che oggi si è perduto più di ogni altro.


Amore fraterno, fatto di sprazzi di odio profondo e legami indissolubili, rancori, sensi di colpa e abnegazione.


Amore materno, fatto di valori profondi e di desiderio di ritrovarsi sempre, di malinconia e rispetto, di dolcezza e autorità.


Amore paterno, uno strano tipo di affetto misto a prepotenza, autorità e mistero.


Amore a prima vista, fatto di pochi gesti, pochi sguardi, poche certezze e grandissime emozioni per poi sfociare improvviso e senza freni verso un desiderio lancinante.


Amore costruito, nato dalle difficoltà e dall'odio per sfociare nella carnalità e nell'ossessione più macabra.


Amore verso Dio, ultimo e importante, ultimo e sacro.


I protagonisti di questa storia sono angeli, demoni e angeli oscuri.


Non rimproveratemi che io non parli dei ragazzi di tutti i giorni o delle persone che incontri per strada.


Noi non siamo forse creature altrettanto meravigliose?

Non siamo forse angeli nelle nostre ambizioni, nei nostri ideali?

Non siamo demoni quando odiamo cecamente o quando feriamo gli altri?

Non siamo a volte a metà tra due modi di vivere, tra il giusto e l'errato senza mai capire cosa sia veramente importante?


Non ditemi allora che non parlo di umanità.


Si possono usare mille modi per spiegare la bellezza di un fiore, di un tramonto o dei sentimenti umani ed io ho scelto il mio, non biasimatemi.


Io parlo di amore e per farlo mi servo di creature fantastiche e mitologiche.

Le amo, soffro con loro perchè in loro c'è un'umanità nella quale mi rispecchio e so che per voi sarà lo stesso.


Perchè l'amore è come la pioggia, deve irrigare tutto il vostro giardino.

Non concentratevi mai su un solo fiore o su pochi, altrimenti la vostra vita avvizzirà per una tenera illusione di una primavera.


In questo periodo così difficile della mia vita,voglio ringraziare il mio ragazzo e i miei veri amici che mi stanno vicino. I loro sorrisi mi danno la forza che mi serve per andare avanti con speranza nel futuro e con entusiasmo rinnovato dopo tanti anni in questo progetto.


La vita a volta ci sembra una maratona intrisa di trappole, ma se abbiamo vicino le persone giuste a volte possiamo volare qualche metro più in alto.


A presto mie nuove,


Magilla
Ps: l'immagine che ho postato è il mio ultimo dipinto, acquerello su carta montato su telaio 50x70, s'intitola Stormbringer ed è in vendita.

2 commenti:

Paolo Motta ha detto...

Stormbringer, la spada di Elric?
Non ti abbattere Magilla, anch'io passo un periodo non proprio idilliaco, per questo mi immergo nel lavoro, almeno penso ad altro.
Senza contare che spesso mi sento prendere da un odio cieco per tutte le cose che mi vanno storte. Spero di non finire un giorno dalla perte dei demoni...

Giulia Hicka Pellegrini ha detto...

forza donnino, che sei un vulcano:)